i Video del Coach

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1 novembre 2016

7 Risposte a 7 Perché

Da quando è uscito il mio libro Esercizi di Felicità - Allenare il cuore e la mente a essere felici ricevo numerosi messaggi da diverse persone che chiedono la mia opinione in merito a diversi "perché". Ho sintetizzato qui di seguito le mie risposte alle loro domande, nella speranza che possano offrire una prospettiva diversa e qualche chiarimento in più. Eccole:


1- Perché pensiamo sempre al passato o al futuro e mai al presente?

Perché il nostro cervello non è in grado di 

7 agosto 2016

35 motivi per cui sei infelice

1- Pensi pensieri controproducenti, inefficaci e inutili
Qualsiasi cosa tu pensi di una persona o di una situazione ha il potere di renderti (in)felice. Scegli con cura cosa e come pensare anziché cadere vittima dei tuoi pensieri.

2- Ti preoccupi
Occupi inutilmente spazio utile nella tua mente prima ancora che gli avvenimenti accadano, illudendoti di poterne prevedere l'impatto che potrebbero avere nella tua vita. 

3- Ti illudi di avere il controllo su tutto/i
Il bisogno e il desiderio di controllo sono trappole della mente. C’è solo una cosa su cui è possibile avere il pieno controllo: la qualità dei propri pensieri. Tutto il resto è un’illusione. 

15 maggio 2016

PSRK e gli Specchi

PSRK è tanto indefinibile quanto il suo nome impronunciabile. Per averne un’idea, però, basti pensare a una sorta di piccola energia simile a una scintilla. La storia di PSRK inizia dal niente. Non si sentiva né vista né riconosciuta, neanche da se stessa. Si sentiva un niente circondata dal niente che la faceva da padrone. E quel niente era così freddo, vuoto e buio che PSRK tristemente pensava che presto o tardi il niente si sarebbe tramutato piano piano in gelo e l’avrebbe spenta per sempre. In un giorno di pioggia, infatti, mentre vagava smarrita nella foresta oscura e tenebrosa in cui era finita senza neanche sapere come e perché, si mise alla ricerca di un riparo. Infreddolita e spaventata ad un tratto scorse la sua immagine riflessa in una pozzanghera. Ciò che vide fu una piccola, piccolissima luce tenue che sembrava essere sul punto di svanire da un momento all’altro. Guardò quell’immagine e con amarezza si rassegnò a quello che credeva sarebbe stato il suo inesorabile destino. Ma come per magia, proprio in quell’istante, la pioggia smise di cadere, creando una sorta di ponte colorato, un arcobaleno, che sembrava condurre a una sorgente di luce che PSRK non aveva mai visto prima ma che, per qualche strano e ignoto motivo, le sembrava familiare. Decise quindi di provare a incamminarsi verso quel bagliore che faceva ben sperare, nonostante il cielo sopra di lei fosse ancora a tratti oscuro e minaccioso. Con non poca fatica, riuscì ad arrivare alla fine del percorso dove trovò un incantevole cancello di cristallo su cui si rifletteva una luce fortissima che, grazie a un particolare gioco di colori, dava vita all’arcobaleno che aveva richiamato la sua attenzione. Subito dopo il cancello, si apriva una lunga scalinata - anch’essa di cristallo - che portava in alto, proprio verso quella luce straordinariamente bianca, pura e incontaminata che l’aveva condotta sin lì. Come ipnotizzata, PSRK non si sentiva in grado di andare né in avanti né indietro. Era lì, immobile, senza muovere un passo né in una né nell’altra direzione. Sapeva bene cosa ci fosse indietro e non le piaceva affatto l’idea di tornarci. Si limitava dunque a immaginare cosa ci fosse avanti ma non si sentiva pronta per proseguire. Aspettava. Aspettava. Aspettava ancora. Si rese conto, a un certo punto, che quell’attesa iniziava a diventare oltremodo pericolosa per la sua stessa incolumità. Pur stando ferma e immobile, la sua energia iniziava a consumarsi, irrimediabilmente. Quando però quella sua attesa divenne insostenibile, aprì gli occhi ad una verità a lei sconosciuta. Fu allora che comprese che quando si aspetta, il più delle volte accadono solo due cose: o niente o la cosa sbagliata. Sebbene fosse ulteriormente spaventata, decise di tentare l’ultima carta e di affrontare con coraggio le proprie paure o, meglio, il proprio destino. Raccolse dunque quelle poche forze che le erano rimaste e, concentrandosi unicamente su ciò che era chiamata a fare in quel momento, iniziò a salire le scale che aveva dinanzi a sé. I primi gradini furono i più faticosi ma PSRK non tardò molto a prendere il giusto ritmo e a proseguire pian piano con fare disinvolto. Nel salire, non poté far a meno di imbattersi in alcuni riflessi che la scalinata di cristallo così luminosa e brillante le rimandava tramite un altro particolare gioco di luci e ombre. In modo apparentemente subdolo, i riflessi provenienti dal luminosissimo cristallo in più punti sembravano veri e propri specchi. Ciò che PSRK vedeva erano però immagini piuttosto inquietanti, come se si trattasse di scene di guerra e di violenza. Tuttavia, ogni tanto le apparivano riflessi diversi, come se fossero messaggi di amore e gentilezza. Confusa e disorientata, PSRK notò che, a conti fatti, poteva scegliere lei a cosa dedicare le proprie attenzioni. Avvilita dai riflessi violenti e sinistri, optò per gli specchi che le rimandavano un maggior senso di pace e bontà. Così facendo scoprì con sorpresa che, dedicandosi solo al bello, man mano il meno bello si ridimensionava prima e scompariva poi. Questo le permise quindi di proseguire la sua scalata, fino a raggiungere l’apice col sorriso, con determinazione e felicità.
Una volta su, trovò chi non avrebbe mai immaginato di trovare: se stessa, nella sua versione più bella, la migliore, riflessa nello specchio più grande, nitido e splendente di sempre. Oggi PSRK è ancora in cima a quelle scale. Non fa altro che occupare il suo posto ed essere se stessa, semplicemente. Da allora fa una sola cosa tutti i giorni e tutte le notti: splende. E mentre si nutre della luce a cui appartiene, si rigenera consapevole del fatto che per uscire dal buio occorre diventare ciò che si è destinati a essere. E per farlo basta solo guardarsi, vedersi e riconoscersi negli specchi giusti. 
Alessandro Cozzolino

3 marzo 2016

La Risposta

Eravamo giovani e innamorati. Ci sentivamo liberi ma uniti, felici e spensierati. Non avevamo la testa piena di “se” e di “ma” come molti della nostra generazione. Noi due sapevamo che il futuro, con coraggio o con timore, sarebbe arrivato comunque, senza preavviso e senza chiedere il permesso. E sapevamo che quel futuro lo volevamo vivere l’uno accanto all’altra. 
Teresa ed io ci conoscevamo da poco eppure ci sembrava di conoscerci da sempre.

30 gennaio 2016

FeliceMente 2016 per secretary.it

Giovedì 28 gennaio 2016 ho avuto il privilegio di essere il relatore per una Pillola Formativa sul tema della felicità per la community secretary.it. È stata un’esperienza entusiasmante di cui vorrei condividere alcuni tratti salienti.

30 dicembre 2015

FeliceMente 2016


Tutti vogliamo che l’anno nuovo ci porti felicità. Ma la felicità, per sua natura, esige una base solida su cui poggiare e terreno fertile, profondo e sufficientemente compatto in cui affondare le proprie radici, altrimenti si rischia di cadere nell’effimero e di vederla volare via al primo colpo di vento. 
Se davvero vogliamo essere felici nel 2016 (e negli anni che verranno), occorre ineludibilmente e sin da subito accettare il fatto che spesso non saremo felici. A volte perderemo, altre volte commetteremo errori, altre volte ancora falliremo. Non mancheranno le lacrime per i dolori struggenti che fanno parte della vita, come non mancheranno le delusioni e i dispiaceri. Senza accettare questo, dubito che si possa mai essere pienamente felici. Detto ciò, evitate qualsiasi tipo di persona che vi dica quello che dovete o non dovete fare, dire, pensare e sognare, in una parola, essere. Voi siete voi e nessuno - sottolineo, nessuno - sa cos’è meglio e più giusto per voi. Ma vi sarei estremamente grato se perdeste un minuto per accogliere il mio invito (fate clic sull'immagine per ingrandirla):




Pubblicato su  Più Sani Più Belli

5 gennaio 2015

5 cose da fare per un 2015 irrimediabilmente INFELICE


All’essere umano, soprattutto quello della società occidentale, piace lamentarsi. Dategli tutta la felicità di questo mondo e lui troverà sempre un motivo per lamentarsi comunque. E allora ecco 5 step da seguire per rendere il proprio 2015 un anno irrimediabilmente infelice!

  1. Aspettare. Che si tratti di smettere di fumare, iniziare la dieta, mandare quel messaggio che tanto ci emoziona, o fare la prima mossa verso quella persona che ci fa battere forte il cuore, un po’ tutti noi tendiamo a rimandare. Aspettiamo il “momento giusto”, aspettiamo di essere pronti e nell’attesa procrastiniamo, posticipiamo, illudendoci di essere immortali, di avere a nostra disposizione una quantità di tempo illimitata e di poter vivere per sempre.

15 agosto 2014

5 Raccomandazioni per una Buona Vacanza

“Se vuoi conoscere qualcuno veramente, facci un viaggio insieme”. È proprio durante le vacanze, infatti, che spesso emergono quei lati del nostro carattere - e di quello altrui - di cui prima probabilmente ignoravamo persino l’esistenza. Forse il troppo sole in testa, forse il fatto di ritrovarsi lontani da casa, dalle proprie abitudini, dalla tanto amata/odiata routine, chi può dirlo… Tuttavia c’è spesso qualcosa che scatta durante le vacanze che ci fa pentire di essere partiti con quella o quelle persone con cui condividiamo il viaggio. Peccato solo che il più delle volte quelle persone siano proprio i nostri più cari amici o, addirittura, la nostra famiglia!

1 agosto 2014

7 cose da NON portare in vacanza!

Se ancora non siete partiti per le ferie ma siete in procinto di farlo, al fine di riuscire a ricaricare le batterie durante la pausa estiva, ecco una lista delle cose da NON mettere in valigia per viaggiare più leggeri e tornare più riposati, freschi, carichi e in forma!

1- L’orologio. In natura, gli orologi non esistono. Esistono i ritmi biologici ma non dispositivi elettronici con numeri e/o lancette, né di plastica né di metallo. Per questo motivo, se vi è possibile, cercate di “dimenticare” quell’aggeggio che indossate al polso e che guardate puntualmente con ansia. Recuperate il contatto con i vostri ritmi personali: mangiate quando siete affamati, e non perché “è ora di pranzo”; dormite quando desiderate riposare o avete sonno, e non perché “si è fatto tardi”; svegliatevi quando vi si aprono gli occhi e alzatevi dal letto quando siete carichi e riposati, e non perché suona la sveglia. 

14 luglio 2014

Arrabbiarsi: a che serve? E a chi serve?

Capita a tutti noi, a volte nelle situazioni più inaspettate ma anche in contesti decisamente prevedibili, di perdere le staffe, inveire contro qualcuno, attaccare o sentirci attaccati. È la rabbia che ci assale e il più delle volte non apporta nessun vero beneficio, anzi…
In merito all’ira Marco Aurelio affermava: “Contro le cose non conviene adirarsi giacché esse non se ne curano affatto”. E le persone? Aristotele sosteneva che “Tutti sono in grado di arrabbiarsi: questa è cosa facile. Ma arrabbiarsi con la persona giusta, con la giusta intensità, nel modo giusto, nel momento giusto e per un giusto motivo, non è nelle possibilità di chiunque e non è cosa facile”

12 giugno 2014

Le 5 Cose che NON puoi NON sapere sui Conflitti

Quante volte (in un giorno, in una settimana, in un mese, in un anno, in tutta la nostra vita) ci imbattiamo in situazioni decisamente poco piacevoli che definiamo conflittuali? Sicuramente tante, troppe. Ma cos’è in realtà un conflitto? In sociologia, il conflitto è quel particolare tipo di interazione sociale in cui uno o più soggetti coinvolti sperimentano un’incompatibilità negli scopi o nei comportamenti. Secondo la psicologia, invece, il conflitto può essere definito come la presenza nel comportamento di un individuo di assetti motivazionali in contrasto con la meta che questi desidera raggiungere. Nel coaching, la disciplina volta ad “allenare la mente” a pensare - e quindi ad agire - in maniera più efficace, un conflitto altro non è che un bisogno del cuore non ascoltato, ignorato. 

10 marzo 2014

Ossitocina: il Benessere a portata di Abbraccio!

Un abbraccio è solo un abbraccio? Assolutamente no! È molto di più! Un abbraccio può indicare tante cose sia della persona che lo dà sia della persona che lo riceve. È sicuramente un gesto di affetto ma non sempre significa che tra i due ci sia necessariamente intimità. Essenzialmente l’abbraccio si offre (o si chiede) come segno di conforto o anche come gesto di saluto, ma in una relazione più intima - d’amore e di affetto - può esprimere molto di più. Scopriamo come e perché, ma soprattutto quali sono gli effetti altamente benefici tanto per il corpo quanto per la mente, di questo gesto senza tempo.

1 febbraio 2014

Sai dire GRAZIE?

La gratitudine è un sentimento che tutti conoscono ma che non tutti - come accade con altri sentimenti - riescono sempre a comprendere e ad esternare. Nella nostra società è molto, troppo spesso considerata come una sorta di “impegno affettivo” nei confronti di chi ha fatto o detto qualcosa a nostro vantaggio. Letta così, la gratitudine implica una sorta di “debito” da dover ripagare: se ti dico “grazie” allora significa che sono in debito con te e dovrò rimediare. Non solo. Come la maggior parte dei sentimenti, anche la gratitudine allaccia o fortifica un legame che unisce la nostra persona a qualcun altro. E non sempre questa cosa piace o viene riconosciuta e apprezzata. Principalmente perché, come detto prima, si finisce col sentirsi in obbligo verso l’altro. Ma non solo. Tendiamo a dare per scontato ciò che riceviamo, tendiamo a esigere e pretendere, e quando lo otteniamo non troviamo alcun motivo per dire “grazie” perché, tanto, ci è dovuto, soprattutto da parte e dei nostri cari.

15 gennaio 2014

Il Compleanno: la Celebrazione della Vita, la Tua

Accade una sola volta l’anno. È un giorno particolare, speciale, personale. È il compleanno e ciascuno ha il suo. In quel giorno si celebra l’anniversario della propria nascita, si ricevono auguri e regali e molto spesso si festeggia con una torta ricoperta dalle famose candeline da spegnere ma non prima di aver espresso almeno un desiderio!

1 gennaio 2014

Le 13 cose che ti conviene lasciare nel 2013

L’anno nuovo è arrivato! Innumerevoli sono i buoni propositi che la stragrande maggioranza di tutti noi si propone di perseguire. Eppure, troppo spesso ci dimentichiamo di lasciare il superfluo nell’anno vecchio, di liberarci di quei fardelli inutili e pesanti che dannosamente rallentano il nostro percorso di crescita personale, ostacolandolo e rendendolo spesso insopportabile e oltremodo difficoltoso. E allora, prima di accogliere il 2014, ricordati di lasciare nel 2013 queste 13 cose che potrebbero danneggiare (anche) l’anno nuovo: